SI PUO’ FARE

Nella Milano dei frizzanti anni Ottanta (l’epoca dei paninari), il sindacalista Nello (Claudio Bisio), viene mandato, perchè troppo idealista in una cooperativa di persone con disagi psichici, siamo all’indomani della legge Basaglia.

Nello, insieme al Dottor Furlan (Giuseppe Battiston)gli abbassa di molto la dose si farmaci, insegna loro la dignità di una vita "normale" scopre la peculiarietà di ciascuno,e le impiega, come soci della cooperativa e come lavoratori , chi come telefonista, chi come autista, chi come artigiano certo non sarà facile trovare una reale occupazione,e difficile trovare persone disponibili a farsi fare i lavori in casa da un gruppo di picchiatelli, ma un caso fortuito arriva in aiuto: mentre Nello è fuori per i funerali di Berlinguer manca il legno per parchettare…ma Gigio(Andrea Bosca) e Luca (Giovanni Calcagno), che hanno l’ossessione per la composizione di pezzi irregolari, e da lì nasce l’idea del parquet a mosaico. Iniziano quindi i contatti con il mondo esterno che porteranno gioie e dolori come a tutti, le loro reazioni sono forse più forti  nella intensità di quelle di noi "normali"  ma sono in realtà le stesse, la radice è al stessa: la sensibilità, solo che noi l’abbiamo addomesticata e a volte castrata o messa da parte mentre loro no, la vivono così come è al naturale.

L’originalità di questo film è sia nella sceneggiatura di Fabio Bonifacci con la collaborazione di Giulio Manfredonia (regista del film) sia nell’utilizzo per i dodici disagiati psichici di attori non ancora molto conosciuti al grande pubblico ma tutti molto bravi su tutti Andrea Bosca, giovanni Calcagno, Andrea Gattinoni,e  Carlo Giuseppe Garibaldini.

Si può fare è stato presentato al Festival del Cinema di Roma il 30 ottobre in una sala Sinopoli gremita di gente , ma non era in concorso, e non per scelta degli autori del film.

una cosa che ho percepito chiaramente vedendo questo film è la gioa pura che si legge negli occhi e nei gesti dei personaggi, quando si sentono chiamare per nome, si sentono utili, e scoprono la vita reale, l’amore il sesso, e  questo grazie al grande impegno messo dagli attori e dal regista nella preparazione, dal vedere film e documentari, a passare del tempo in delle comunita per "non normali"

                                                  Tags: Tags:       Miriam Comito 

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Conferenza stampa con Al Pacino al Festival del Cinema di Roma

Ottobre 24, 2008 by miriam comito  
Filed under Cinema

Questo articolo riporta semplicemente alcune delle   dichiarazioni fatte da Al Pacino durante la conferenza stampa alla terza edizione del Festival del Cinema di Roma, dova l’attore americano è stato premiato con il Marco Aurelio d’oro, ho pensato che fosse opportuno non commentare le parole di un grande attore.

Tags: , , Amo i film , anche se non impazzisco all’idea di farli, amo,invece, molto di più il teatro, il rapporto con il pubblico quando reciti dal vivo è come stare con la tua famiglia.

Ogni ruolo per me è una tela bianca da dipingere.

Le prove sono quelle che ti permettono di far uscire allo scoperto il tuo inconscio: il mio stile è quello di lasciare che il mio  inconscio si liberi, come faceva il pittore Jackson Pollock.

La cosa fondamentale è lasciare andare il personaggio, separarti  da lui, avere una propria vita privata. Quando erao giovane i personaggi di impadronivano di me (perchès e lo abbandonavo non lo ritrovavo più). Questo problema orami non l’ho più, con il tempo si impara ad attaccarsi addosso il personaggio, ma poi a lasciarlo andare, in ciò mi aiuta molto avere una vita al di fuori del lavoro.

In America, nel cinema ci sono dei ritmi di lavoro estenuanti, preferisco i ritmi europei, più distesi: gli attori hanno bisogno di energia, se non ti riposi sei distrutto

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Raccontami2

Ottobre 15, 2008 by miriam comito  
Filed under Cinema

Dopo il successo della prima serie, un nuovo ciclo sulle vicende della famiglia Ferrucci. Attraverso lo sguardo di Carlo (Gianluca Grecchi), il figlio più piccolo dei due protagonisti Luciano( MassimoGhini) e Elena (Lunetta  Savino), verranno raccontati i ricordi, le emozioni, la vita quotidiana del triennio 1964-1966. Frammenti di memoria collettiva, con gli oggetti, i costumi le musiche,i film.

La regia e di Tiziana Aristarco e Riccardo Donna.

13 puntate di 2 episodi ciascuna, su Rai1 in prima serata dal 12 ottobre.

Il taglio narrativo è sempre leggero e agrodolce, al centro di questa nuova serie al generazione dei giovani: Il figlio maggiore Andrea (Edoardo Natoli) diventa padre, e affiancherà Luciano nell’impresa di famiglia. Titti (Carlotta Tesconi) continua il suo percorso di crescita, in attesa dell’uomo ideale. Mentre Elena si dividerà tra il ruolo di neononna e quellod i piccoal imprenditrice. Ma l’arrivo di Rocco(Fabio Ghidoni), un ragazzo inquieto e misterioso, sconvolgerà l’armonia e la quiete dei Ferrucci, in particolare quella di Titti, che però non ha dimenticato Guido Albinati (Andrea Bosca).

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Women

Ottobre 2, 2008 by miriam comito  
Filed under Cinema

Il 10 ottobre uscirà sugli schermi italiani "Women" di Diane English. Tratto dal film di George Cukor del 1936 a sua volta ispirato dalla commedia di Claire Booth "Luce". Un film tutto al femminile, dove in un angolo di Manatthan si incrociano i mondi dell’editoria della moda e dalla finanza.

Mary Haines (Meg Ryan) sembra avere una vita perfetta: una bellissima casa nel Connecticut, un’adorabile figlia dodicenne, un marito di successo, che è un pezzo grosso a Wall Street, e un lavoro part-time come stilista nell’azienda di abbigliamento di suo padre. mary non soltanto ha tutto, ma fa tutto cura personalmente il giardino, presiede un comitato femminile, cura personalmente un pranzo di beneficenza.

Una cosa su cui Mary può sempre contare è la meravigliosa compagnai delle sue amiche-come Sylvie Flower (Annette Bening), la sua migliore amica , donna dallos tile impeccabile e dall’ironia graffiante. Sylvie è felicemente single e all’apice della sua carriera, nominata di fresco direttore della storica rivista femminile CACHET. Della ristretta cerchia di amiche di Mary e Sylvie fanno parte anche Edie Cohen (Debra Messing) un’eccentrica mamma- chioccia  sia per le sue amiche che per la sua prole, in costante aumento; e la scrittrice satirica Alex Fischer (Jada Pinkett Smith) una "donnaiola" con un talento tutto speciale per dire alle persone l’ultima cosa che vogliono sentirsi dire.

Ma su questo gruppo di amiche si sta per  abbattere un’autentica bufera. I guai iniziano al salone di bellezza di Saks, il grande negozio sulla FifthAvenue, dove  Sylvie apprende da una manicure chiacchierona che  Crystal Allen, (Eva Mendes) una cacciatrice di dote ha appena preso all’amo un pesce molto grosso…Steven Haines….

Prima che Sylvie abbia deciso se dirlo o no  a Mary, la stessa Mary arriva da Sacks per una seduta di manicure…

Una commedia piacevole, che ricorda un po’ Sex and the City, specialmente nella scena iniziale, dove si vede una parata di piedi femminili calzati da scarpe costose, ma che rimane a mio avviso solo piacevole, piena di riferimenti a luoghi comuni appartenenti solamente alla upper class newyorkese e non certo patrimonio della maggior parte delle donne.

                                                   Tags:     Miriam Comito

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Miracolo a S.Anna

Settembre 29, 2008 by miriam comito  
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aaaaaaaaaaaaaaaaaaa

Settembre 27, 2008 by miriam.comito  
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La terra degli uomini rossi

I Guarani del Brasile stannos offrendo terribilmente per la perdita quasi totale delle loro terre, disboscate e usurpate da allevatori e coltivatori di tè a partire dalla fine dell’800. “Mato grosso” significa “foresta fitta”. Ma degli alberi non c’è più traccia. Negli ultimi decenni anche le poche terre che i Kaiowà cercavano disperatamente di conservare sono state dimezzate , oggi misurano meno di 25.000 ettari. Le loro comunità vivono ammassate in anguste riserve istituite dal governo ai margini delle città: piccoli appezamenti di terreno simili  a Bidonville , completamente circondati da ranch e piantagioni. Questi minuscoli fazzoletti di terra non sono sufficenti a sostentarli attraverso la caccia, la pesca e l’agricoltura tradizionali. I bambini,  soffrono quindi gravi forme di malnutrizione. Per sopravvivere, adulti e ragazzi sono costretti a cercare lavoro come manovalanza stagionale nelle piantagioni di canna da zucchero e nelle disstillerie di alcol che circondano i loro territori.

Da decenni il Brasile è uno dei più grandi produttori di biocombustibili al mondo, e la maggior parte delle sue automobili funzionano a etanolo. Oggi, il paese ambisce a diventarne il più grande esportatore con 26 miliardi di litri all’anno entro il 2010. La maggior parte della canna da zucchero, da cui si ricava l’etanolo, viene coltivata in quelle che un tempo erano le foreste dei Guarani. Nel solo stato del Mato Grosso esistono già 11 piantagioni ma altre 30 sono in costruzione e una quarantina in fase di progettazione.

Negli ultimi venti anni oltre 517 Guarani- Kaiowà si sono suicidati; molti erano ragazzi. Stanchi di aspettare l’intervento delle autorità, da alcuni anni le comunità hanno iniziato a rioccupare le loro terre (Retromada) sfidando le violente reazioni dei “fazendeiro” e dei loro sicari, assoldati per intimidire, picchiare, uccidere. Spesso i leader delle comunità che rioccupano i loro territori vengono uccisi brutalmente sotto gli occhi dei loro famigliari.

Fonte: Survival international

Marco Bechis nel suo film “La terra degli uomini rossi” presentato alla 65° edizione del Festival del cinema di Venezia, racconta il disagio provato dagli indio per la perdita incessante e progressiva delle loro terre, di cui erano leggitimi proprietari, la loro ribellione. Il regista italo-cileno riesce a rendere per immagini la contrapposizione tra i due mondi, diversi ma purtroppo vicini, in cui specialmente le generazioni più giovani provano la curiosità dell’altro.

Due dei nostri migliori attori Chiara Caselli (la fazendeira) e Claudio Santamaria (lo spaventapasseri) si sono prestati ad interpretare ruoli marginali, per lasciare la scena ai veri protagonisti del film i Guarani -Kaiowà.  Ed è proprio questo il valore aggiunto del film di Bechis, pone l’accento sugli indios per aiutarli a far conoscere nel mondo la loro  causa, e non li relega in secondo piano, per dare spzio agli attori professionisti.

Claudio Santamaria, in particolare ha dichiarato che con questo film si è reso conto di come il lavoro dell’attore può essere utile a porre in luce delle ingiustizie perpretrate a danno dei più deboli…più deboli ma nn arrendevoli!

Sono stata presente alla conferenza stampa tenuta a Milano il 4 settembre presso la Casa Morigi, e ho potuto constatare quale bellissimo legame claudio abbia instaurato con i Kaiowà, quanto s i sia integrato con loro e loro con lui e questo dimostra ancora una volta quanto Claudio sia avanti.

per info e aiuti, GUARANI SURVIVAL FUND:   www.guarani-survival.org

                                                     Miriam Comito

Whaledreamers Trailer

Settembre 19, 2008 by  
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Valzer con Bashir teatrale rimorchio

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