Colpo d’occhio con S.Rubini, R. Scamarcio, V.Puccini

Marzo 23, 2008 by miriam.comito  
Filed under Cinema

Colpo d'occhio, per la regia di Sergio Rubini, che, insieme a Carla Cavalluzzi e Angelo Pasquini ne è anche sceneggiatore, è uscito nelle sale il 20 marzo. E' un film ambientato nel mondo dell'arte, ma potrebbe essere  ambientato anche in un altro contesto. Il proposito di Rubini, è, infatti, quello di raccontare la storia di un rapporto di antagonismo tra un giovane, artista impulsivo e bisognoso di conferme e un uomo, razionale, un intellettuale con qualche anno in più, a cui sono stati tolti gli affetti più cari, e tra di loro una donna, oggetto del desiderio di entrambe con un carattere fragile e complicato.

Inizialmente il regista voleva ambientare il film nel mondo della musica, ma essendo Sergio Rubini una persona aperta al dialogo con gli attori che sceglie per i suoi film, ha ascoltato il parere di Riccardo Scamarcio, il quale avendo la madre pittrice ha pensato subito al mondo dell'arte.

Fin dalla prima scena i quattro protagonisti del film sono davanti alla macchina da presa: Gloria interpretata da Vittoria Puccini, giovane storica dell'arte in cerca del suo artista, Pietro Lulli,(Sergio Rubini) famosissimo critico d'arte, Adrian Scala (Riccardo Scamarcio) giovane scultore alla sua prima esibizione in una collettiva, e le opere di Gianni Dessì. Si perchè le opere di Adrian non sono una scenografia "finta" montata per il film, ma sono delle opere create all'uopo dall'artista Gianni Dessì, che ha fatto anche da curatore per l'esposizione delle opere stesse.

Adrian e Gloria dopo il primo incontro avvenuto in una galleria d'arte iniziano a frequentarsi e tra loro scoppia improvviso e passionale, l'amore, Gloria per Adrian diventa compagna, musa ispiratrice, nonchè agente. Adrian è pieno di energia creativa, nulla sembra ostacolare la felicità della giovane coppia, che decide addirittura di avere un bambino.

Pietro Lulli ex fidanzato di Gloria sembra aver accusato bene il colpo, tanto bene da interessarsi alle opere di Adrian.

Non tutto è quello che sembra, Gloria e Adrian sono solo dei burattini nelle mani di Lulli, che per vendicarsi di entrambe li disorienta li manipola fino a metterli l'uno contro l'altro.

Il film, è molto giocato e ovviamente non è un caso, sugli occhi, quelli di Gloria sono inquieti, febbricitanti,  preveggenti, rispecchiano l'ansia che pervade tutto il personaggio, molto brava la Puccini, nell'interpretazione. Quelli di Lulli tristi, consapevoli, duri, sarcastici,trionfanti, a seconda della fase del film. Quelli di Adrian, felici, nel momento d ell'innamoramento preoccupati, allucinati nell periodo dello smarrimento. Tutti e tre i personaggi è come se camminassero, anzi corressero sull'orlo di un precipizio, i dialoghi sono a volte più dolci a volte più aspri, ma sempre in tensione.

Senza assolutamente rivelare il finale voglio mettere in luce una scena ambientata  nell teatro di Ostia antica in cui Riccardo Scamarcio emerge da una sottopedana posta al centro del teatro come i gladiatori, infatti Adrian così come i gladiatori venivano costretti a combattere fino allo stremo delle forze dalle eminenze grigie dell'epoca, è anche lui portato controvoglia a combattere una battaglia più grande di lui.

Adrian per tutto il film scolpisce  solo materia bianca, tranne un'opera che ha un punto di rosso voluto necessariamente da Lulli, e lo stesso punto di rosso sul bianco che troveremo in un immagine grafica prima dei titoli di coda.

Il film è stato girato tra Roma, Berlino, Venezia (dentro un padiglione della Biennale), l'Abbruzzo, e Ostia antica.

Colpo d'occhio come ricorda Scamarcio narra i, rapporti tra l'artista che  vuole esprimere se stesso,  le sue poetiche e gli ostacoli a cui può andare incontro.

Riccardo Scamarcio per prepararsi al ruolo non facile di Adrian è stato a stretto contatto con Gianni Dessì, ha passato due settimane con lui nel suo studio artistico, prima dell'inizio del film, in questo periodo Dessì gli ha fornito preziose massime di arte per approfondire il suo personaggio, e poi ha lavorato materialmente con lui. Con il personaggio di Adrian il giovane attore pugliese si è definitivamente sdoganato dal clichèt di attore per le adolescenti, processo che aveva già ben avviato con l'interpretazione di Manrico, accanto allo strepitoso Elio Germano,  in Mio fratello è figlio unico di Luchetti.

Anche il rapporto di Vittoria Puccini con l'arte ha radici lontane il padre di Vittoria, è stato Sovraintendente ai beni artistici di Firenze, e l'attrice stessa è una assidua frequentatrice di mostre d'arte.

Un film ben congeniato da Rubini un noir in crescendo, una storia dove anche se c'è un cattivo, non è detto che lo spettatore sia dalla parte dei buoni.

"Insolita" la canzone che si sente mentre scorrono i titoli di coda è cantata da Le vibrazioni

                                       Miriam Còmito

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